La propag andiste idiote (1965) segna un momento decisivo nello sviluppo artistico iniziale di Jacqueline de Jong, dove il suo linguaggio visivo espressionista e figurativo, carico di scene di violenza, sessualità e inquietudine politica, prende forma compiuta. L'opera, eseguita in olio su tela (115 × 72 cm), appartiene alla serie Accidental e rappresenta una dimostrazione caotica, in cui figure distorte e simili a creature brandiscono manganelli e coltelli; i loro corpi sono frammentati su un campo visivo turbolento.
Simili ai quadri critici sociali di George Grosz e Otto Dix degli anni 1920, la composizione di De Jong rivela le correnti sotterranee grottesche di potere, ideologia e manipolazione delle masse. Qui, tuttavia, il propagandismo si manifesta in una figura femminile, rendendo così più complesse le rappresentazioni tradizionali di autorità e vittimizzazione di genere. La sua profonda palette cromatica dicromatica, allo stesso tempo seducente e aspra, conferisce alla scena una bellezza disturbante e inquietante.
Con questo acquisto, il Museo d'Arte di San Gallo riafferma il suo impegno per la figura radicale del dopoguerra e onora allo stesso tempo un'artista la cui visione implacabile descrive le interrelazioni tra politica, violenza e desiderio con intramontabile chiarezza.
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