Relazione d'indagine sul caso Ramiswil - STS presenta denuncia penale per l'uccisione di cani

06.07.2026 | di Schweizer Tierschutz STS

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Schweizer Tierschutz STS


06.07.2026, La relazione d'indagine indipendente sul caso Ramiswil è un documento scioccante e opprimente di fallimento umano. Mostra gravi carenze nel rispetto delle normative sulla protezione degli animali. Il fatto che nell'indiscriminato abbattimento di tutti i 122 cani non siano state effettuate verifiche individuali sullo stato di salute e sul carattere solleva domande. L'appartenenza a una determinata razza non sostituisce tale verifica. Per questo motivo, lo STS presenta denuncia penale contro ignoti.


Il caso Ramiswil è uno dei casi di maltrattamento degli animali più gravi degli ultimi anni in Svizzera. L'uccisione di 122 cani e la confisca di molti altri animali hanno profondamente scosso l'opinione pubblica. La relazione d'indagine ora disponibile chiarisce che non si tratta di un fallimento isolato, ma di debolezze strutturali nell'esecuzione. Per lo STS è chiaro: le carenze individuate devono avere conseguenze concrete.

STS presenta denuncia penale

La relazione discute in modo insufficiente le circostanze esatte del perché, come e con quali metodi i cani a Ramiswil sono stati uccisi. La questione della proporzionalità gioca un ruolo importante. L'uccisione di tutti i 122 cani deve essere completamente chiarita dalle autorità investigative e può comportare azioni penali. L'appartenenza a una razza non deve essere un criterio per l'abbattimento. Lo stato di salute e il carattere di ogni animale devono essere esaminati dettagliatamente prima che venga presa una decisione di abbattimento. Per questo motivo, con la pubblicazione odierna della relazione sull'indagine amministrativa, la Protezione Svizzera degli Animali STS ha deciso di presentare una denuncia penale contro ignoti.

Riconoscere presto i rischi noti

Il rapporto mostra che il problema va oltre l'allevatrice e che anche i meccanismi di controllo statali non hanno funzionato a sufficienza. “È evidente che in questo caso non solo l'allevatrice ha fallito, ma anche la supervisione. Se alla fine circa 122 cani devono essere uccisi, sorge inevitabilmente la questione della responsabilità delle autorità”, afferma Peter V. Kunz, presidente della Protezione Svizzera degli Animali STS.

L'allevatrice era già nota alle autorità ed era già stata segnalata per violazione delle leggi sulla protezione degli animali. Dal punto di vista dello STS, il caso mostra in modo esemplare che situazioni problematiche note devono essere monitorate in modo più rigoroso e attento. Un'azione tempestiva e decisa avrebbe potuto contribuire a evitare quest'escalation. Inoltre, il rapporto chiarisce che le informazioni rilevanti tra i cantoni non sono state scambiate in modo efficiente. Sia gli animali che le persone si spostano oltre i confini cantonali, pertanto l'esecuzione non deve fermarsi ai confini cantonali.

Applicare correttamente buone leggi

La Svizzera dispone di standard di protezione degli animali elevati e di una legislazione riconosciuta a livello internazionale. Tuttavia, le conoscenze attuali mostrano ancora una volta chiaramente che esistono carenze nell'esecuzione.

Per questo motivo lo STS ribadisce:

- un'attuazione determinata e meglio coordinata a livello svizzero delle norme sulla protezione degli animali

- risorse sufficienti per i servizi veterinari

- strutture più vincolanti per lo scambio di informazioni inter-cantonale

- una collaborazione più istituzionalizzata con le organizzazioni per la protezione degli animali

Nel caso Ramiswil, lo STS ha offerto alle autorità competenti un sostegno concreto: per l'alloggio degli animali sequestrati, per l'asta di cavalli successiva e per la collaborazione in una commissione indipendente di indagine. Questo potenziale deve essere meglio sfruttato in futuro.

Lo STS si aspetta dal Cantone di Soletta di attuare rapidamente le raccomandazioni della relazione e di dimostrare quali conseguenze organizzative sono state tratte dal caso.

STS amplia ulteriormente le offerte di prevenzione

Lo STS ha già deciso prima del caso Ramiswil di concentrare e ampliare le proprie attività nel campo dei controlli sulla protezione degli animali e del commercio di animali.

Il punto di segnalazione nazionale per la protezione degli animali sarà ulteriormente potenziato dal punto di vista del personale e servirà alla popolazione come punto di contatto centrale per segnalare situazioni problematiche di allevamento degli animali.

Manuel Iseli

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Nel 1861, l'organizzazione nazionale svizzera per la protezione degli animali fu fondata con il nome di "Associazione Centrale Svizzera per la Protezione degli Animali". Nel 1980, questo nome ormai obsoleto fu cambiato in Swiss Animal Protection (STS).

Oggi, la STS comprende 71 organizzazioni svizzere per la protezione degli animali e l'Associazione per la Protezione degli Animali del Liechtenstein. Il suo organo supremo è l'Assemblea dei Delegati delle sue sezioni. È gestita da un Consiglio Centrale di 13 membri, suddiviso in nove dipartimenti: Competenza, Finanze, Servizi Legali, Politiche, Comunicazione, Sezioni, Risorse Umane, Affari Internazionali e Giovani.

La STS è attiva a livello nazionale in tutti gli ambiti della protezione degli animali, a livello professionale, politico e legislativo. Le sezioni della STS, con i loro rifugi, strutture di cura e centri di soccorso, garantiscono un'attività di base a tutela degli animali in tutti i cantoni svizzeri.

Nota: il testo "Chi siamo" è tratto da fonti pubbliche o dal profilo aziendale su HELP.ch.

Fonte: Schweizer Tierschutz STS, comunicato stampa

Articolo originale in tedesco pubblicato su: Untersuchungsbericht zum Tierschutzfall Ramiswil - STS reicht Strafanzeige ein wegen Tötungen von Hunden


Traduzione automatica dal tedesco con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Contenuto revisionato per il pubblico italofono. Fa fede esclusivamente il testo originale del comunicato stampa.