Nel 1972, la fotografa svizzera chiese ai dipendenti della stamperia e filatura H. Walser AG a Zürchersmühle di posare davanti alla macchina fotografica: 38 donne e uomini, per un momento lontani dalla loro quotidianità lavorativa. Ne è nata una serie di ritratti complessi, che con la sua calma e insensibile oggettività testimonia tanto di impegno sociale quanto di apertura e rispetto.
Anche se la serie può essere letta come una reazione all'iniziativa cosiddetta Schwarzenbach, i ritratti vanno ben oltre una semplice istantanea: sono diventati una testimonianza pregnante di un mondo lavorativo passato. Inoltre, riflettono questioni di identità, appartenenza e umanità, che trascendono il loro tempo e nel clima politico attuale acquistano una rilevanza attuale.
In contemporanea, dal 3 luglio 2026 sarà visibile la mostra "Mise en Scène. Fotografia di moda dalla Belle Époque fino ad oggi" (fino al 28 febbraio 2027): se Barbara Davatz si concentra sulla persona dietro le quinte - senza trucco, autentica - "Mise en Scène" presenta il volto immacolato e scenografico dell'industria della moda tra ideale e illusione.
Giovedì 2 luglio alle 10 avrà luogo una conferenza stampa congiunta per entrambe le mostre. Se foste interessati a una visita anticipata, non esitate a contattarci.
Informazioni sulla artista
Barbara Davatz è stata fotografa professionista per 40 anni e ha realizzato progetti artistici autonomi: "serie fotografiche". La sua opera si distingue per l'osservazione precisa, la chiarezza concettuale e un'attenzione particolare per le relazioni interpersonali. Tra i suoi lavori più noti, oltre a "Ritratto di un'azienda svizzera", ci sono le serie fotografiche "As Time Goes By", "Beauty lies within", "Doppelgänger" e "Gsüün", in cui ha indagato per decenni temi come identità, mutamento e appartenenza sociale.
L'inaugurazione si terrà giovedì 4 giugno dalle 18:30. La fotografa sarà presente.
Museo dei Tessili di San Gallo
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